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Non solo soldi: la settimana del baratto

Ci vuole un po’  di intraprendenza, un pizzico di faccia tosta e  la voglia di fare qualcosa di insolito (basta poi anche non avere una lira in tasca: condizione abituale per parecchi). A parte questo, è sufficiente alzare la cornetta o mandare una mail, dopo essersi fatti un giro su B&Baratto e aver individuato il proprio posto: quello al quale si chiede ospitalità in cambio di qualcosa che non son soldi. Potrebbero essere bottiglie di olio o di vino, servizi fotografici, brochure promozionali, lavoretti di manutenzione, videogiochi usati o qualsiasi altra cosa che venga in mente e che possa essere gradita ai proprietari di casa.
Trattasi della settimana del baratto (19-22 novembre): la fantasia è d’obbligo.

Quest’anno  sono 2.500 i bed and brekfast che aderiscono all’iniziativa – una piccola certezza dell’economia alternativa – dislocati un po’ dappertutto in Italia. Ogni struttura scrive sul sito quello che vorrebbe ricevere come pagamenti, ma se anche non ne foste in possesso comunque la pena provare a chiamare facendo una proposta: la flessibilità di molte strutture potrebbe stupire.

E d’altronde ci vuole un po’ di apertura mentale ad aderire allo scambio, oltre che un certo spirito di marketing (coadiuvante di molte buone intenzioni): perché magari qualcuno arriva barattando il soggiorno una volta e poi ritorna pagando con l’intera famiglia, perché magari si barattano vacanze intere a casa di altri in paradisi esotici, perché magari quello che arriva col baratto è il commericalista che risolverà le grane di una vita intera (sì, anche gli insospettabili barattano).

L’anno scorso io sono andata a Trieste e mi è piaciuto un sacco, non solo perché era tutta la vita che chiedevo a qualcuno di portarmici senza successo.
È stato strano chiamare qualcuno che vive di quello che pagano gli ospiti dicendo: «Soldi non ne ho, ma posso scrivere per te se ti interessa». Strano, ma non intendo imbarazzante: straniante, piuttosto,  come quando l’evidenza materiale riporta alla consapevolezza che i soldi sono solo una convenzione, sostituibile con qualsiasi altra cosa abbia un valore in quel momento e in quello specifico ecosistema.

(Poi, in Mi fido di te, ho spiegato che c’è un mondo che fa sta sempre in un altro ecosistema: gli 800 B&B che accettano permanentemente il baratto come forma di pagamento).

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