BlaBlaCar (a pagamento), il fisco, la sharing economy

L’avevo scritto in Mi fido di te e infine è successo. Blablacar da oggi diventa una vera piattaforma strutturata, in cui ci si prenota con carta di credito, il prezzo del viaggio include una commissione del 12% che trattiene la società (ma il passeggero non la vede, sta al conducente regolarsi nel fare il prezzo per riassorbirla) e i soldi all’autista li versa ex post la stessa Blablacar (quindi ricordatevi di pigiare sul testo “Versa l’accredito”, altrimenti non li prenderete).

In Francia è già così da tempo e apparentemente è servito a ridurre i pacchi dell’ultimo minuto e a facilitare l’organizzazione – oltre che, ovviamente, a far entrare qualcosa nelle casse dell’azienda, che finora in Italia aveva operato probono (a parte la vendita dei certificati energetici, ma questa è un’altra storia).

Da noi si parte con la tratta Milano – Genova, che è una delle più frequentate, e poi gradualmente la nuova modalità verrà estesa in tutta Italia entro l’anno. Personalmente non ho nulla in contrario, a parte il fatto che la perdita di spontaneità significherà giocoforza un abbandono fisiologico di alcuni disorganizzati o restii all’idea del pagamento online. Scommetto che questo fine settimana ci sarà parecchio casino e parecchie lamentele viaggeranno sui social, ma magari mi sbaglio.

La cosa che però mi tocca ripetere ancora, per la diecimilionesima volta, è che bisogna che il governo, pur gravato da problemi ben più grossi, metta la testa su tutte queste piattaforme. Il loro peso economico, man mano che crescono e si radicano, diventa impossibile da ignorare, non tanto e non solo per il volume d’affari che registrano quanto per quello che l’erario potrebbe ricavarne. E nel momento in cui una sentenza della Consulta ha fatto sballare tutti i piani e si cerca di recuperare da ogni dove, aprire una riflessione seria e articolata sul fenomeno sharing economy diventa ineludibile.

[P.S. Critica a margine: com’è che una società che cambia infine il modo di viaggiare di milioni di persone in tutto il mondo organizza conferenze stampa vecchia maniera con dieci giornalisti intorno al tavolo, buffet a margine e gadget nella cartella? L’innovazione non è solo nei profitti, ma anche nella modalità, su. Coinvolgete la gente, è la condivisione bellezza]