With a little help from my friend (ossia, mi serve un aspirapolvere)

Mettiamola così, è una questione di principio. Potrei spingermi fino a Media World, andare dritta alla sezione ‘casalinghi’ ignorando le sirene ammalianti dei nuovi macbook, chiacchierare amabilmente con un inserviente e tornare a casa minuti dopo con un aspirapolvere nuovo fiammante del costo non superiore a 50 euro (ovviamente, programmato per rompersi dopo due anni, come tutti gli oggetti che arrivano al mass market – no, non è una teoria cospirazionista ma una ricerca finanziata dagli europarlamentari Verdi).
Potrei, ma non voglio. Non voglio perché sono certa, assolutamente sicura, che nelle vostre case c’è almeno un vecchio aspirapolvere dimenticato e semi-abbandonato, reinserito nello scatolone prima di un trasloco e mai più venuto alla luce, oppure relegato in cantina, sostituito da una moderna scopa elettrica capace per una volta di farvi sentire tutt’uno col focolare domestico, in una metamorfosi simile a quella delle vite delle donne americane negli Anni 50, forgiate da frigoriferi e lavatrici.
E, insomma, tutto questo per dire che il mio aspirapolvere si è rotto, e poi ne ho avuto due anni uno in prestito ma ora il suo proprietario lo ha voluto indietro, e io ne vorrei trovare un altro in prestito, perché sono intimamente convinta che non abbia senso comprare qualcosa che altri hanno in più e non usano: è una questione di razionalizzazione delle risorse.
Mi date un segno di vita se siete disponibili a imprestarmi per un po’ di tempo o addirittura a donarmi un aspirapolvere?
Lo dicevano anche i Beatles d’altronde,
Oh I get by with a little help from my friends,
Mmm,I get high with a little help from my friends,
Mmm, I’m gonna try with a little help from my friends.