Riparazioni a costo zero

Il forno si è spento improvvisamente, in un freddo pomeriggio invernale. Era un sabato di raro umore casalingo e stavo cucinando amorevolmente numero sei cosce di pollo con controcosce, pagate peraltro quanto mezza rata mensile di un fondo pensionistico che non posso permettermi (in effetti mi sono interrogata a lungo chiedendomi se fosse stata una specie di rivolta dell’elettrodomestico: siccome ero stata così pirla da spendere 33 euro in dannate cosce di pollo, lui mi dava una lezione? Ma se il ragionamento fosse corretto, dovrebbero essere rotti i forni di mezza via Vigevano. E poi, che rivolta sarebbe: perché punire me e non il macellaio che vendeva cosce di pollo come fossero diamanti?).
Prima del disastro, tutto  stava andando perfettamente: per una volta, rischiavo  persino che il maschio accoccolato sul divano e impegnato a far nulla – anzi, a dare istruzioni – non trovasse niente di che lamentarsi. E invece,  puff; d’un tratto, il buio. La lampadina interna ha smesso di andare e il gelo è calato sulle mie coscette, muto lo sfrigolìo che aveva allietato l’ultima mezz’ora, in mesto declino gli aliti del loro profumo.

Ho tentato di rianimare il forno per parecchio saltellandogli intorno e imprecando lievemente, inscenando un improvvisato rituale indigeno, senza alcun successo. Finché ho capitolato, spostando la cena dal tegame a una semplice padella. E in quel momento ho saputo con certezza che per resuscitare il forno ci sarebbe voluta una rara concomitanza di miracoli: moltissimi denari sul mio conto corrente (miracolo numero 1); il tempo di intrattenere rapporti con un aggiusta-elettrodomestici (miracolo numero 2); un aggiusta-elettrodomestici disponibile a camallare il vecchio forno per tre piani di scale, fino al luogo in cui i forni si riparano (miracolo numero 3).
No surprise, nessun miracolo si è realizzato.
Almeno fino a ieri. Quando, alle 15, il signor Paolo ha suonato al mio campanello.

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Paolo è un manager, o lo è stato fino a qualche mese fa, quando in seguito a una ristrutturazione l’azienda in cui lavorava da 20 anni lo ha fatto fuori. La sua capacità di sistemare forni non ha niente a che vedere con quello che faceva per mestiere, ma ha molto a che vedere con la sua voglia di fare: pur di non stare con le mani in mano, si è iscritto a Time Republik – la banca del tempo digitale – e si è reso disponibile a fare cose.  Agratis. Cioè in cambio del tempo e dei favori che altri potranno dedicargli.
Probabilmente non toccherà a me, ma soltanto perché so fare poco e niente, e nulla di utile per un uomo abbastanza evoluto da aggiustare un forno. Però io ho pagato Paolo col mio tempo, quello che avevo accumulato facendo favori ad altri, in un circolo virtuoso e discretamente galvanizzante. Specie perché è reale tanto quanto le due orate da sei etti che ho cucinato ieri sera: dopo quattro ore di spacchettamento, apertura di ogni pannello, misurazione del voltaggio di ogni filo, rimontaggio degli stessi, sostituzione di cazzilli vari ed eventuali, Paolo ha riportato calore nella mia cucina. E nella mia vita.
Già, perché io quell’elettrodomestico mi ero rassegnata a non usarlo mai più: non me la sentivo di dare 250 euro a uno solo per venire a guardarlo e poi dirmi “Troppo vecchio, non vale la pena di sistemarlo“. Adesso qui intorno tira tutta un’altra aria. Per i prossimi sei mesi, si mangerà solo roba cotta al forno. E meno male che andiamo verso l’inverno.

4 commenti su “Riparazioni a costo zero”

  1. Ciao Gea, ho comprato il tuo ebook “Mi fido di te” lo sto divorando furiosamente: ho fatto il primo scambio-casa nel 1983 (ebbene si, sono “quasi anziana”, ho 62 anni) e l’anno successivo il primo scambio-ospitalità, sono felice di constatare che lo sharing avanza velocemente, grazie al ritorno alla socialità e alla condivisione il mondo migliorerà ne sono sicura!!! Prima nella mia terra, la Sardegna, le vicine si scambiavano le pietanze e sia uomini che donne si aiutavano a vicenda (si chiamava s’aggiudu torrau, l’aiuto restituito) per la vendemmia, per panificare, per costruire le case ecc.; insomma niente di nuovo sotto il sole…se non fosse per internet!!!
    Perchè non vieni a trovarmi e parli ai miei alunni delle tue avventure di sperimentatrice della sharing economy? Dopo che finisco il tuo libro ti scrivo ancora, ti devo dire ancora moltissime cose, un abbraccio Angela

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