MovieDay, il cinema è di tutti

Non sarà la soluzione per l’industria flagellata dallo streaming, ma l’occasione per rifarsi delle ore passate nei gabbiotti del Dams a vedere Man Ray mentre fuori  l’intero universo gioiva e si accoppiava e vibrava, bè, quello magari sì. Per non menzionare l’esperimento etnografico: qualcuno per prepararsi è arrivato già sbronzo alle 20 e, considerando che sto per raccontarvi di una serata dedicata a Hiroshima Mon Amour, non è che gli si possa dare torto.
Insomma, stiamo parlando di film – alcuni anche bellissimi, restaurati dalla cineteca di Bologna, capolavori che fino a poco tempo fa si vedevano solo in fortunatissime rassegne o nelle sfortunatissime cellette del Dams costruite apposta per punire gli studenti che la mattina non arrivano per tempo alla proiezione in aula – e di cinema, e del fatto che uno può decidere che cosa proiettare in una sala in centro a Milano (ma non solo) per poi aprire una pagina internet e invitare 100 amici o 100 sconosciuti; rendere disponibili i biglietti via web, selezionare la data e poi prepararsi alla serata, con grande godimento.
La trovata è dei ragazzi di MovieDay che hanno traghettato l’idea del cineforum nell’era della condivisione e della flessibilità, nonché dei cinema che spesso hanno sale vuote e bilanci da aiutare. Il risultato è un sito su cui ognuno può iscriversi e organizzare la propria serata: si sceglie quale film, dove e quando, stabilendo un tempo massimo per spargere la voce e per raccogliere adesioni. Il sistema indica quante persone ci vogliono in sala perché si possa fare la proiezione e calcola il costo del biglietto di conseguenza: a quel punto, un po’ come su Facebook, l’evento è creato e bisogna solo dirlo in giro: se non si raggiunge il quorum minimo, la proiezione salta. Per raggiungerlo, va da sé, i biglietti si comprano via internet, direttamente dal sito di MovieDay: nel caso in cui l’evento non si facesse, la spesa di chi riservato un posto verrebbe stornata sulla carta.
I soldi li incassano in parte in cinema e in parte (minima) i ragazzi di MovieDay: il revenue sharing che fa felici tutti.
I biglietti costano sempre meno che il cinema normale, e spesso meno di quello che costa “noleggiare” un film su iTunes – sì, ragazzi, lo so, non dovete spiegarmi che esiste lo streaming, ma vuoi mettere l’esperienza? Oltretutto,  il catalogo consta di 71 pagine, cioè si trova di tutto: i classici della Nuovelle Vague restaurati e i Soliti Idioti, gli autoprodotti e i Die Hard. Puoi organizzare una serata più o meno impegnata come quella dell’altra sera – prima che entrassimo in sala, un amico mi ha detto: l’amore è una guerra atomica, tant’è che per preparasi un certo numero di invitati è arrivato avendo preventivamente consumato tre o quattro birre – o una maratona Ritorno al futuro o persino una cosa per i bambini: ho trovato una serie di film che faranno impazzire mio nipotino, e sto pensando a una sorpresa da fargli.
E poi ti trovi lì seduto, nella serata che hai organizzato tu, con intorno amici o amici di amici, o amici di amici di amici, gente insomma che se fa casino mangiando i popcorn puoi alzarti e sottrarglieli senza indugi, in un clima un po’ familiare e un po’ surreale ma comunque molto partecipato e molto caldo –  di quelli che anche solo dieci anni fa te li saresti sognati, un po’ come quasi tutto quello che raccontiamo qui sopra, d’altronde.

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